Sitio Oficial del Beato Manuel Lozano Garrido, Lolo

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Beato Manuel Lozano Garrido, Lolo:
El primer periodista seglar elevado a los altares
"El periodista es catedrático de la verdad en la universidad de la vida" (Beato Lolo)

«Lo m谩s destacable de la vida de Lolo es su Alegr铆a continua y contagiosa»
- Rafael Higueras 脕lamo -
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Beato Manuel Lozano Garrido: Dall'albo dei giornalisti a quello dei Santi

Il 9 agosto 1920, in Spagna, a Linares, centro dell鈥橝ndalusia, nasceva Manuel Lozano Garrido, soprannominato dei suoi amici 鈥淟olo鈥, morto il 3 novembre 1971, e, dal 2010, venerato nel mondo cattolico con il titolo di beato.

Apparteneva a una famiglia ricca. Aveva un carattere estroverso, ottimista, gioioso, scherzoso. Fin da ragazzino sognava il calcio, il cinema, il canto, una vita felice. Ma dovette invece misurarsi con un destino travagliatissimo. Quando aveva 22 anni, una malattia lo rese paralitico. Trascorse gli altri 30 anni della sua esistenza terrena bloccato su una sedia a rotelle, e negli ultimi nove anni divenne anche cieco. Il martirio fisico per貌 non riusc矛 mai a piegarlo, a intristirlo, a rubargli il sorriso e il buon umore. Aveva un grande segreto nel cuore: si era innamorato di Ges霉 Crocifisso e per lui sopport貌 tutto, in modo eroico e senza mai lamentarsi.

Beato Manuel Lozano Garrido joven antes de la enfermedadQuesto beato ha una caratteristica curiosa e finora unica: 猫 il primo giornalista professionista che sia passato dall’albo dei giornalisti a quello dei santi; il primo santo che sia arrivato alla gloria degli altari su una sedia a rotelle.

Educato in famiglia nella Fede cristiana, fin da ragazzino Lolo sentiva dentro di s茅 un grande desiderio: trasmettere agli altri le proprie convinzioni. A 10 anni entr貌 a far parte dell’Azione Cattolica e divenne subito un “apostolo” del Movimento. Approfittava di tutto per farlo conoscere, per fare proseliti. E durante la Rivoluzione Spagnola del 1936, quando i cristiani erano perseguitati, Lolo, sedicenne, non smise di testimoniare pubblicamente la propria fede: fu incarcerato e rischi貌 la fucilazione.

Nel 1942, a 22 anni, fu colpito dalla “spondilite anchilosante”, una paralisi progressiva che in pochi mesi lo immobilizz貌 su una sedia a rotelle. Un terribile avvenire si profilava al suo orizzonte, ma non perse la calma e neppure il sorriso. Offr矛 le sofferenze di quel calvario a Ges霉 Crocifisso. E per rimanere fedele alla missione di “apostolo”, scelse la professione di giornalista che gli avrebbe permesso di continuare a diffondere le proprie idee e convinzioni senza doversi muovere da casa.聽

Divenne un “missionario” della macchina per scrivere. Un giornalista con un carisma che affascinava. Pubblic貌 centinaia di articoli e anche numerosi libri. Attraverso i suoi scritti si teneva in contatto con il mondo, si sentiva utile, partecipe della missione redentrice di Ges霉.聽

A un certo momento, la malattia aveva bloccato anche il movimento delle sue dita. Battere i tasti della macchina per scrivere gli era diventato impossibile. Ma non rinunci貌 al suo lavoro. Dettava gli articoli alla sorella che lo assisteva. E lo fece fino all’ultimo giorno della sua esistenza terrena.聽

Ms Rafael Higueras 脕lamoEssere giornalista fu l’essenza della vita di Lolo e anche della sua santit脿. 芦Questo beato non 猫 ancora molto conosciuto al di fuori della sua patria, la Spagna禄, mi ha detto monsignor Raphael Higueras Alamo, postulatore della causa di beatificazione di Lolo, che fu suo amico e suo direttore spirituale negli ultimi anni prima della morte. 芦Ma si tratta di una personalit脿 veramente eccelsa: un grande santo, un santo moderno, “missionario laico”, impegnato “da laico” nell’apostolato attraverso la carta stampata禄.聽

芦La Chiesa禄, spiega monsignor Raphael Higueras, 芦guarda ai mezzi di comunicazione di massa con molta attenzione. Il Concilio Vaticano II ha dedicato un ampio documento a questo tema: il Decreto conciliare “Inter Mirifica”. Papa Giovanni Paolo II ha pi霉 volte parlato dell’importanza dei mass media per la diffusione del Vangelo, e lo stesso ha fatto Benedetto XVI. L’attuale Pontefice, Papa Francesco, 猫 diventato il “principe dei comunicatori di massa”: parla, twitta, telefona, concede interviste per raggiungere il pi霉 gran numero possibile di persone, usando sempre un linguaggio popolare, sintetico e forte, comprensibile a tutti. Di questa “urgenza comunicativa di massa”, cos矛 fortemente presente nella Chiesa di oggi, Lolo 猫 stato un vero precursore禄.

芦Certo禄, continua monsignor Higueras, 芦nella storia della Chiesa ci sono stati anche altri santi che in vita si sono serviti del giornalismo per il loro apostolato. Per esempio, san Francesco di Sales, che nel 1600 aveva capito l’importanza della stampa per la diffusione del Vangelo e si dedic貌 all’apostolato attraverso i libri: per questo 猫 stato proclamato “patrono dei giornalisti”. Nell’Ottocento e nel Novecento ce ne furono altri: Il beato Ludovico Pavoni, san Giovanni Bosco, il beato Tommaso Reggio, sant’Annibale Maria Di Francia, il beato Tito Brandsma, olandese. E soprattutto san Massimiliano Kolbe e il beato Giacomo Alberione, editore di libri e fondatore del settimanale “Famiglia Cristana” e di altre pubblicazioni periodiche. Ma tutti erano religiosi, mentre Lolo 猫 stato un giornalista professionista laico: un cristiano laico che per tutta la vita ha messo la propria professione a completo servizio della Fede cristiana禄.

芦Quando Lolo era giovane e in piana salute, ricevette da diversi sacerdoti, che ammiravano il suo impegno nell’Azione Cattolica, il consiglio di entrare in seminario e diventare sacerdote. E si meravigliavano quando rispondeva di no, che lui sentiva che la sua vocazione era quella di testimoniare la Fede da laico. E lo disse diverse volte anche a me negli anni della nostra amicizia. Aveva chiaramente capito, fin da ragazzo, di essere chiamato da Dio alla santit脿 “da laico”. E anche su questo argomento della laicit脿, Lolo fu precursore del Concilio Vaticano II禄.

Lolo en Lourdes con su hermana y cuidadora Lucy芦Il Concilio Vaticano II禄, dice ancora Rafael Higueras, 芦ha approfondito e chiarito la vera identit脿 dei laici. In un certo senso ha operato una riscoperta dell’identit脿 dei laici e della loro missione nella Chiesa e nel mondo. E questa scoperta 猫 diventata un bene prezioso per la comunit脿 cristiana. Gli ultimi Pontefici hanno continuato a sostenere e incoraggiare questa riscoperta禄.聽

Nel “Catechismo della Chiesa Cattolica”, pubblicato nel 1992 e che si ispira al Concilio Vaticano II, al paragrafo 900 si legge: “I laici come tutti i fedeli, in virt霉 del Battesimo e della Confermazione, ricevono da Dio l’incarico dell’apostolato; pertanto hanno l’obbligo e godono del diritto, individualmente o riuniti in associazioni, di impegnarsi affinch茅 il messaggio divino della salvezza sia conosciuto e accolto da tutti gli uomini e su tutta la terra”.聽

Giovanni Paolo II nel 1988, riprendendo un discorso di Pio XII, affermava: “I fedeli laici si trovano sulla linea pi霉 avanzata della vita della Chiesa: grazie a loro la Chiesa 猫 il principio vitale della societ脿”.

芦Questi concetti straordinari, Lolo li aveva elaborati nelle sue riflessioni e nei suoi scritti, prima del Concilio. Dalla sua cattedra, costituita dalla sedia a rotelle, fu maestro e testimone della missione laica dei giornalisti. Scrisse una “preghiera per i giornalisti”. Fond貌 l’opera pia “Sinai” a sostegno della professione dei giornalisti. Scrisse anche un “decalogo dei giornalisti” nel quale raccomanda ai suoi colleghi di “pagare con la moneta della franchezza”, di “lavorare il pane dell’informazione pulita con il sale dello stile e il lievito dell’eternit脿” e di non servire “n茅 pasticceria n茅 piatti piccanti, piuttosto il buon boccone della vita pulita e speranzosa”禄.

Ancora oggi, a distanza di 48 anni dalla sua morte, Lolo resta un maestro impareggiabile di apostolato attraverso il giornalismo. E per questo grandi personalit脿 della Chiesa lo citano e lo indicano ad esempio.

Papa Benedetto XVI, durante l’Angelus del 13 giugno 2010, disse di Lolo: “Malgrado la malattia e l’invalidit脿 lavor貌 con spirito cristiano e con frutto nel campo della comunicazione sociale. In lui, i giornalisti potranno trovare un testimone eloquente del bene che si pu貌 fare quando la penna riflette la grandezza dell’anima e si mette al servizio della verit脿 e delle cause nobili”.聽

Il Cardinale Bagnasco, nel 2013, in un discorso che aveva per titolo “L’etica giornalistica tra la carta stampata e il web”, cit貌 abbondantemente Lolo che, “nonostante una gravissima malattia che lo costrinse a vivere per anni su una sedia a rotelle, era un innamorato della vita, non conosceva depressione o tristezza e non smise mai di amare la sua professione di giornalista”.

Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, parlando al XIX Congresso dell’Unione Cattolica Stampa Italiana nel marzo 2016, concluse il suo discorso citando Lolo come esempio: “Vissuto ai tempi della guerra civile spagnola, quando essere cristiani significava rischiare la vita, con la sua macchina da scrivere non smise di raccontare la verit脿. Nonostante la malattia che lo costrinse a vivere 28 anni sulla sedia a rotelle, non cess貌 di amare la professione giornalistica. Scrisse migliaia di pagine ispirate dalla fede”.

芦In Spagna禄, conclude monsignor Higueras, 芦esiste un movimento di giornalisti cattolici che vorrebbero che Lolo venisse proclamato “patrono dei giornalisti”. Raccolgono firme e inviano petizioni agli organi competenti della Santa Sede. Non per dimenticare san Francesco di Sales, ma perch茅 Lolo lo merita: finora 猫 l’unico giornalista professionista laico che sia stato proclamato beato禄.

Artículo original en este enlace
Este artículo ha sido incorporado al Dossier de prensa digital que pusimos en marcha el pasado 05/09/2012, celebrando el Aniversario de bautismo de Lolo.

Puedes consultar dicho Dossier desde este enlace.
Renzo Allegri, 14/08/2018